Economia circolare nelle costruzioni, Ediltecnica si proietta nel futuro

19 Gennaio 2022

 

Questa volta non parliamo di noi. O meglio, non parleremo di cose che facciamo già ora ma alle quali iniziamo a prestare attenzione e che molto probabilmente saranno il nostro futuro quotidiano tra qualche anno.

Come ben sanno i nostri clienti, o anche chi ci conosce attraverso questo blog, Ediltecnica è molto attenta a tutte le innovazioni nell’edilizia, in particolare a quelle che migliorano il comfort abitativo e, allo stesso tempo, sono positive anche per l’ambiente.

Facciamo tanto per la sostenibilità, in particolare quella energetica, e preferiamo le soluzioni che garantiscono benessere e risparmio. Lo abbiamo raccontato, anche di recente, riguardo la scelta dei migliori cappotti termici (https://www.ediltecnica.it/vademecum-cappotti-termici/) e dei partner più affidabili per realizzarli (https://www.ediltecnica.it/cappotto-termico-caparol-ediltecnica/) o le tecnologie più efficienti in ambito idrotermosanitario (https://www.ediltecnica.it/impianto-termico-ediltecnica/). Abbiamo anche spiegato come isoliamo acusticamente le nostre case (https://www.ediltecnica.it/comfort-benessere-acustico-ediltecnica/) e con orgoglio abbiamo raccontato del premio ricevuto per uno dei nostri condomini NZEB (https://www.ediltecnica.it/impianto-idro-termo-sanitario-ediltecnica-premiato/).

La sfida dell’economia circolare nelle costruzioni

Un aspetto sul quale vogliamo impegnarci sempre più è quello dell’economia circolare nel settore dell’edilizia.

Cosa si intende per economia circolare? Ci sono tante definizioni, più o meno complesse e articolate. In sintesi e semplificando al massimo si può affermare che è un’economia pensata per potersi rigenerare da sola, in cui cioè i rifiuti tornano ad essere risorse e gli scarti sono ridotti al minimo. Se in ogni settore si riuscisse a perseguire un’economia del genere si favorirebbe al meglio lo sviluppo sostenibile economico, sociale ed ambientale.

Alcuni settori sono più avanti di altri nell’applicazione di questi principi. In quello dell’edilizia il lavoro da fare è ancora tanto, ma gli stimoli sono tanti e alcuni ambiti su cui intervenire già delineati.

L’edilizia tra i settori più impattanti sull’ambiente

Partiamo dai numeri, che fanno una certa impressione: ogni anno nella sola Europa il settore delle costruzioni utilizza 4,3 giga tonnellate di materiali (dei quali più della metà per manutenzioni e ristrutturazioni) e produce il 25-30% di tutti i rifiuti generati nell’Unione europea. Il patrimonio edificato in Europa, sia residenziale che terziario, è stimato in circa 30 miliardi di metri quadrati di superficie e aumenta di circa l’1% l’anno. È evidente come per orientare verso la circolarità un settore come il nostro bisogna fare un grandissimo sforzo e pensare nuovi modelli di business, innovando processi che vanno dalla produzione alla trasformazione dello scarto. È chiaro come queste trasformazioni devono essere promosse e gestite ben al di là della singola impresa edile, ma le possibilità di cambiamento sono numerose e stimolanti. Il tema è molto ampio.

Strategie e misure per l’economia circolare nelle costruzioni

Quali sono, dunque, le strategie su cui si può lavorare già da oggi per ridurre le emissioni e i rifiuti in generale?

Per dare un’idea della vastità di quello a cui stiamo accennando prendiamo a prestito una tabella elaborata da ENEA che riassume le principali misure di circolarità applicate al settore delle costruzioni:

Alcuni studiosi della materia stimano che, se si agisse al meglio su tutte queste misure, si potrebbe arrivare a una riduzione delle emissioni connesse al settore delle costruzioni di circa il 60% entro il 2050.

Si potrà iniziare dall’utilizzo di prodotti realizzati con materiali di scarto. Ad esempio la plastica, la gomma, la lana di roccia, gli inerti e il legno, che vengono utilizzati per realizzare nuovi prodotti, come isolanti, o anche gli stessi prodotti ma riciclati. Si stanno poi trovando soluzioni per dare una seconda vita ai detriti e alle macerie da cantiere. Già oggi diversi prodotti di qualità usati in edilizia sono in parte riciclati o realizzati con materiali di scarto. Certamente in futuro saranno sempre di più e il loro impiego potrà essere considerato un elemento di qualità.

L’innovazione che viene dal digitale

C’è poi l’opportunità di implementare sempre più le tecnologie digitali, aumentando il livello delle informazioni per capire meglio dove e come intervenire in chiave sostenibile. Va in questa direzione la BIM (Building Information Modeling), cioè la rappresentazione virtuale delle proprietà fisiche e funzionali di una costruzione reale. Il settore dell’edilizia e l’architettura in generale sono stati rivoluzionati in pochi anni dalla BIM, migliorando sensibilmente l’efficienza, la qualità e la sostenibilità del costruito. Questa pratica digitale consente anche la progettazione integrata tra le varie figure professionali e permette di ragionare sull’intero ciclo di vita di un’opera, dal progetto fino alla dismissione/riciclo. Per questo è così fondamentale per ottimizzare qualsiasi intervento nell’ottica dell’economia circolare. Le informazioni dettagliate, già in fase di progetto, consentono di evitare sprechi e di acquistare i materiali precisamente calcolati.

Ulteriori progressi verranno dal digitale, senza dover attendere troppo tempo. Si pensi, ad esempio, alla stampa 3D, alla realtà virtuale o aumentata, che permetteranno verifiche puntuali e simulazioni in grado di ridurre costi e tempi.

Possiamo dire di essere quindi solo alle prime fasi di una vera e propria rivoluzione che impatterà anche il settore delle costruzioni. Sarà una grande sfida a cui non ci sottrarremo, con l’obiettivo di continuare a offrire abitazioni della più alta qualità costruttiva.

 

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