Budrio, il sindaco: “Una città che attrae e cresce con equilibrio”

28 Marzo 2019

Maurizio Mazzanti è sindaco di Budrio da giugno 2017. Con grande disponibilità, per la quale lo ringraziamo, ha accettato di rispondere a qualche nostra domanda per parlare delle caratteristiche urbanistiche e abitative della città che amministra.

Maurizio Mazzanti, Sindaco di Budrio (BO)

Che cosa offre il territorio di Budrio dal punto di vista residenziale?

Budrio è un paese di origine agricola caratterizzato da un capoluogo che conta circa 9.000 abitanti a cui si aggiungono 9 frazioni con una discreta densità di popolazione e molte case sparse in aree a prevalenza agricola. Questa diffusione degli abitanti sul territorio è una delle nostre peculiarità. Tra gli anni ’90 e il 2010 abbiamo assistito a una forte crescita dei residenti, che sono passati da circa 15.000 a 18.500, per poi stabilizzarsi fino ad oggi. L’edilizia in quegli anni ha accompagnato il trasferimento di parte della popolazione dalla città di Bologna verso i comuni della prima e seconda fascia della provincia. In quel periodo i prezzi medi delle case a Bologna erano più alti e la provincia era attrattiva. Budrio poi offriva, e continua ad offrire, un’ottima qualità di vita: in città ci sono scuole che vanno dal nido al liceo, un ospedale, tutte le tipologie di servizi e anche una ferrovia che la collega a Bologna. Frutto di quel periodo di crescita è stata l’approvazione da parte del Comune di un PSC (Piano Strutturale Comunale, ndr) che avrebbe voluto vedere realizzato un aumento dei volumi abitativi ancora più consistente di quello che poi è stato nei fatti. Già allora questa impostazione era criticata. Poi è arrivata la crisi economica, e dell’edilizia in particolare, a ridimensionare le aspettative di tutti. Già prima che diventassi sindaco le previsioni di quel PSC erano state ridotte dell’80%. A questa nuova visione ha contribuito anche il processo che ha portato alla nuova legge regionale urbanistica della Regione Emilia-Romagna che prevede un drastico taglio al consumo di suolo.

Qual è oggi lo scenario urbanistico di Budrio?

L’idea di sviluppo immaginata nemmeno dieci anni fa, come detto, non si è verificata e non si verificherà nelle dimensioni ipotizzate. Oggi ci troviamo con un PSC che prevede pochissime aree in cui le proprietà possono edificare ex novo. Tra queste soprattutto l’area denominata “La Romantica”, nella quale sono previsti dal PSC circa 800 appartamenti in un periodo di circa 10 anni. Oltre a questa sono in previsione poche aree nel capoluogo e alcune altre, molto ristrette, sparse sul territorio. Con i nuovi insediamenti previsti contiamo di raggiungere una popolazione di circa 20.000 abitanti.

Si parla molto di riqualificazione, incentivata anche dalla nuova legge urbanistica. In città dove si potrebbe intervenire?

La riqualificazione del patrimonio edilizio esistente è una scelta fondamentale per oggi e per il futuro. C’è però un problema di fondo: il frazionamento delle proprietà e i costi che essa comporta.  Nel centro storico di Budrio ci sarebbero intere vie da riqualificare ma è complesso prima di tutto mettere d’accordo tutti i proprietari e poi, cosa non da poco, trovare una soluzione abitativa temporanea durante i lavori di riqualificazione. Eppure gran parte del nostro costruito risale ala grande espansione degli anni ’70 e ’80 e necessiterebbe di essere riqualificato, almeno dal punto di vista energetico. Dal momento che abbiamo terminato già da un po’ la fase espansiva si tratterebbe ora di riqualificare ma bisogna trovare gli strumenti giusti e l’attore principale resta sempre il proprietario.

Per quel che riguarda il patrimonio pubblico faremo diversi interventi già entro questo mandato amministrativo. Le Torri dell’Acqua, ristrutturate non molto tempo fa, hanno già problemi a cui dovremo mettere mano. Così pure per l’Auditorium mentre sul Teatro Consorziale si sta già lavorando. Come è noto ho dovuto farlo chiudere finché non saranno fatti gli interventi necessari  ad ottenere diverse certificazioni di sicurezza e occorrerà circa un anno di lavori prima che possa tornare in attività. Le scuole sono a posto, stiamo solo facendo miglioramenti e adeguamenti sismici.

Com’è la situazione delle aree produttive del territorio?

La nostra area produttiva più importante è nella frazione di Cento. Si è sviluppata tra gli anni ’60 e ’80 ma ha continuato a crescere fino agli anni recenti. Ora è un po’ in sofferenza ma interverremo presto. Di fronte alla zona industriale c’è un’area edificabile, le cui previsioni sono state comunque ridotte dal PSC. Quella è la zona in cui prevediamo un ampliamento dell’area produttiva di Cento nei prossimi 2-3 anni.

Grazie della disponibilità, Sindaco.

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Questi sono invece alcuni degli interventi realizzati negli ultimi anni:

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