Riscaldamento ecosostenibile, tante soluzioni per spendere meno e aiutare l’ambiente

26 Ottobre 2018

I Comuni hanno dato il via libera, il 15 ottobre, all’accensione del riscaldamento di casa. Un sollievo per i più freddolosi ma anche bollette che tornano a salire, sia per chi vive in un condominio con riscaldamento centralizzato sia per chi è autonomo. Il risparmio energetico è ormai fondamentale per la sostenibilità ambientale (la maggior parte dei sistemi di riscaldamento attuali si basano su fonti energetiche non rinnovabili e si calcola che un’abitazione media produca ogni anno 1.300 kg di CO2) ma soprattutto per poter spendere meno.

Soluzioni per ridurre notevolmente i consumi esistono già ed è quindi possibile e realistico contenere i costi senza rinunciare al proprio comfort e senza dover sostenere investimenti eccessivi. È possibile applicare criteri di sostenibilità in grado di ridurre le emissioni fino al 50% e, di conseguenza, consumando meno combustibile.

Vediamo perciò alcune soluzioni di riscaldamento ecosostenibile oggi disponibili sul mercato, sottolineando però che fondamentale è una buona coibentazione dell’abitazione per poter massimizzare l’efficienza energetica, eliminando la dispersione di calore e gli sprechi.

Pannelli radianti a pavimento / parete o piastre riscaldanti

Sono sistemi che sfruttano il principio dell’irraggiamento, permettendo al calore di diffondersi in maniera omogenea senza creare correnti convettive d’aria calda sul soffitto e d’aria fredda a livello del pavimento. In poco tempo possono arrivare a riscaldare anche una stanza di 25 metri quadrati. Consumano meno dei tradizionali metodi di climatizzazione perché richiedono temperature di alimentazione più basse per essere efficienti rispetto ai classici termosifoni. Alcune tipologie possono trasformarsi in componenti d’arredo, presentandosi come quadri a parete.

Pannelli solari termici

Sono anche detti collettori solari e permettono di abbattere di molto i costi del combustibile (anche del 40% se si abita in zone ben irradiate dal sole). Se si ha la disponibilità di spazio sul tetto dell’abitazione sono una soluzione ottima per convertire la radiazione solare in energia termica e trasferirla verso un accumulatore termico per un suo successivo utilizzo per riscaldamento degli ambienti o nella produzione di acqua calda. Non vanno confusi con i pannelli fotovoltaici, che invece servono a produrre energia elettrica.

Caldaia a condensazione

Questi impianti funzionano grazie a una caldaia che recupera il calore dei fumi di combustione e li riutilizza nella produzione di calore. Consumano meno gas rispetto a una caldaia tradizionale e, a differenza di quanto molti pensano, possono essere installate in qualsiasi ambiente senza procurare problemi con i fumi di combustione: sono infatti a tenuta stagna oltre alla canna fumaria e hanno solo bisogno di un tubo di scarico per convogliare l’acqua di condensa.

Pompa di calore

Questo tipo di impianto consiste in un generatore che opera tra una sorgente fredda e una calda, cioè con un processo opposto a quello spontaneo, che vedrebbe il calore trasferirsi da un oggetto caldo a uno freddo. È ovviamente necessario alimentarlo con energia elettrica ma il consumo complessivo dell’impianto è fino a quattro volte inferiore a quello di uno tradizionale. Essendo una fonte di generazione a bassa temperatura si abbina correttamente ai pannelli radianti a pavimento.

Termocamino

Usa la combustione della legna per riscaldare l’acqua che alimenta i termosifoni o i pannelli radianti. Può lavorare collegandosi ad impianti già esistenti o in affiancamento a pannelli solari termici. Necessita di un accumulo per “sfogare” la potenza bruciata. Può anche servire a produrre acqua calda sanitaria per i bagni e la cucina.

 Caldaie a biomassa

Sono alimentate a biomasse, cioè combustibili di origine vegetale come legna o pellet. Una volta caricate funzionano in maniera automatica e possono anche riscaldare l’acqua sanitaria. Installarle costa di più rispetto alle caldaie tradizionali, ma i costi di gestione sono più bassi. Bisogna però provvedere a tenerle alimentate di biomassa. Necessita di un accumulo per “sfogare” la potenza bruciata.  

Stufe e caminetti

Per chi ha la possibilità di avere legna da ardere, una canna fumaria disponibile nell’abitazione e spazio sufficiente in cui conservare la legna, le stufe e i caminetti sono sempre un’ottima soluzione, seppur non possano sostituire interamente gli impianti di riscaldamento tradizionale. Attenzione però, in Emilia-Romagna, a rispettare il nuovo regolamento anti inquinamento: Nuovo regolamento Regione Emilia-Romagna

 La consulenza di Ediltecnica per ogni richiesta

Ediltecnica garantisce in tutte le nuove abitazioni elevanti standard di coibentazione dell’immobile, permettendo così una gestione più efficiente dei consumi energetici. Chi desidera installare tipologie di riscaldamento ecosostenibili può fare affidamento sui nostri tecnici e sulla loro valutazione caso per caso, per rispondere al meglio alle esigenze di risparmio dei nostri clienti.

 Ecobonus

Si ricorda che esistono incentivi fiscali per l’installazione di impianti ecosostenibili, sia per i singoli appartamenti che per i condomini. L’Ecobonus per le singole unità abitative viene applicato dall’1 gennaio 2018 con una percentuale di detrazione variabile tra il 50% e il 65% a seconda dell’intervento eseguito. Per i condomini l’Ecobonus è invece fruibile fino al 2021, con una detrazione del 70% nel caso di operazioni che interessino più del 25% della superficie disperdente dell’edificio e di una detrazione del 75% se si migliora la prestazione energetica invernale ed estiva almeno pari alla qualità media. L’aliquota aumenta fino all’85% in caso di interventi in zone sismiche.

Per saperne di più sull’ecobonus:

Agenzia delle Entrate: informazioni sulle detrzioni fiscali in materia di riqualificazioni energetiche

https://edil.webinfinity.it/wp-content/uploads/2024/01/farocasa.2021.11-pdf-724x1024-1.jpg

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